
17) Il fondamento epistemico dello Stato.
Platone espone in queste pagine la dottrina della concordanza fra
la struttura dell'anima individuale e quella della vita sociale,
da cui deriver la sua teoria politica sullo Stato epistemico.
L'interlocutore di Socrate  Glaucone.
Repubblica, 441 c-e (vedi manuale pagina 97).
 [441 c] [...] - Ecco, feci io, che, pur a stento, abbiamo
superato queste difficolt e ci siamo resi ben conto che le parti
che costituiscono lo stato e le parti che costituiscono l'anima di
ciascun individuo, sono le stesse e in numero eguale. - E' cos. -
Ora, conseguenza necessaria e immediata non  che anche il privato
individuo sia sapiente come lo era lo stato e per via del medesimo
elemento? [d] - S, certamente. - E che, dunque, anche lo stato
sia coraggioso nel modo in cui lo  un privato, e con il medesimo
elemento? e che identica sia la loro condizione in qualunque altro
rapporto con la virt? - Per forza. - E dunque, Glaucone, dovremo
dire giusto, io credo, un uomo allo stesso modo in cui lo era lo
stato. - Anche questo, per forza. - Non ci siamo per dimenticati
che quello stato era giusto in quanto ciascuna delle tre classi
che lo costituivano adempiva il compito suo. - Non ce ne siamo
dimenticati, mi sembra, rispose. - Dobbiamo allora ricordare che
anche ciascuno di noi, se ciascuno dei [e] suoi elementi adempie i
suoi compiti, sar un individuo giusto che adempie il suo compito.
- S, fece, dobbiamo ricordarcene. - Ora, all'elemento razionale,
che  sapiente e vigila su tutta l'anima, non toccher governare?
e all'elemento animoso essergli suddito e alleato? - Senza dubbio.
[...]
 (Platone, Opere, volume secondo, op. Laterza, Bari, 1967, pagine
265-266).

